The new expression of Oak Stone

The new expression of Oak Stone

The new expression of Oak Stone

La cucina Haiku si arricchisce della nuova versione in Rovere Pietra.

La cucina Haiku di Key Cucine, disegnata da Nevio Tellatin e Anita Brotto, si arricchisce della nuova versione in Rovere Pietra, una tonalità di rovere che esalta la continuità architettonica tra isola e tavolo.

Disegnata da Nevio Tellatin e Anita Brotto, Haiku nasce come un progetto che interpreta lo spazio cucina attraverso un linguaggio essenziale e profondamente evocativo. Il suo nome richiama la breve forma poetica giapponese capace di racchiudere, in poche parole, immagini intense e suggestioni profonde. Allo stesso modo, il progetto traduce questa sensibilità in un design minimale, dove ogni elemento trova il proprio equilibrio tra forma, materia e spazio.

La nuova versione con colonne in Rovere Pietra introduce una dimensione visiva ancora più netta, capace di valorizzare la purezza compositiva del modello. La cromia “pietra”, fredda e sofisticata, rafforza l’essenzialità delle linee architettoniche, mentre la naturalezza resta quella del legno, leggibile nella venatura e nella materia.

Materia e gesto progettuale
In questa configurazione, la materia diventa protagonista e si affianca ai riflessi sofisticati del metallo liquido brunito, creando un equilibrio raffinato tra superfici, texture e luce. Il contrasto tra il rovere e le finiture metalliche conferisce alla composizione una presenza discreta ma fortemente caratterizzata, in cui ogni dettaglio contribuisce alla costruzione di un’atmosfera elegante e contemporanea.

Elemento distintivo del progetto è la continuità tra isola e tavolo, che si sviluppano come un unico gesto architettonico. Il piano si estende naturalmente dall’isola in Rovere Pietra, trasformando la cucina in uno spazio fluido e conviviale, pensato non solo per la preparazione ma anche per l’incontro e la condivisione.

Come suggerisce il suo stesso nome, Haiku è una cucina che invita alla contemplazione: un progetto in cui la semplicità delle forme e la qualità delle materie generano un equilibrio silenzioso, capace di dialogare con l’architettura domestica e con i ritmi della vita quotidiana.